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Sommario

RICCARDO SCAMARCIO e ”Manuale d’amore 2”

novembre 2006 - Uomo Vogue - Interviste

Quando ti parla, benché sia la prima volta che lo incontri, si mette a tre dita dalla tua faccia fissandoti con lo sguardo concentrato dei cani, come se fosse pronto a darti un morso – per assaggiarti. Non è alto, e da lontano è difficile percepirne il fascino. Ma quando te lo trovi lì, incollato, con quegli occhi color palude depurata e lo sguardo determinato degli irredimibili, provi un senso di inquietudine: uno così potrebbe far rapine tutta la vita, oppure usare donne e bambini per chissà quali fini, oppure più semplicemente darsi alla carriera senza guardare in faccia nessuno. Uno così ha intelligenza e acume primordiali, e non si perde in complicati sofismi. Scappa da Alcatraz, seduce le secondine, le miliardarie di Bel Air, le commesse dei negozi. Uno così non paga i conti, e ottiene tutto da chi non si fida di lui senza però sapergli resistere.

Stiamo parlando di Riccardo Scamarcio, ventisettenne attore di gran successo, fenomeno divistico dell’anno (“Praticamente mi è cambiato il tempo che ci metto ad andare da casa al supermercato. Mi riconoscono con gli occhiali e il cappellino, persino di spalle. Sono giovani fan e hanno un tipo di attenzione diversa da quella degli adulti: per loro sono un fenomeno”). Nell’arco di poco tempo, Scamarcio ha interpretato una serie di film molto significativi. Fra gli altri, La meglio gioventù, Tre metri sopra il cielo (di cui ora farà il sequel), Romanzo criminale, e il serial tivù La freccia nera (prossimamente sulle reti Mediaset). Sul set di Texas, lo scorso anno, ha conosciuto la nuova fidanzata, Valeria Golino, che ha tredici anni più di lui. Con la recente ufficializzazione di questo amore ha tarpato i sogni delle sue scatenatissime fan e ha riempito di gioia le quarantenni italiane, che hanno iniziato a credere realizzabile il trend inaugurato dalle attrici hollywoodiane à la Demi Moore, senza però essere altrettanto belle (o rifatte).

Abbiamo incontrato l’attore sul set di Manuale d’amore 2, secondo atto del fortunato film a episodi di Giovanni Veronesi. Siamo all’Ospedale Forlanini di Roma, dove la troupe occupa una serie di stanzoni fatiscenti. Recita con lui, nel medesimo capitolo, Monica Bellucci. Alla fine della giornata di riprese lei si allontana dal set più diva che mai, come percorresse la passerella di un festival cinematografico. Lui invece è dimesso, semplice, ma quando ti guarda sembra di capire come gli sia capitata questo felice susseguirsi di scelte e occasioni azzeccatissime. Tutto è iniziato quando a diciannove anni è riuscito a entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia: “Hanno partecipato al bando di concorso circa quattrocento aspiranti attori, mentre i posti disponibili erano solo per sei uomini e sei donne. A farmi selezionare, è valsa tanto la mia attitudine quanto la mia determinazione”. E aggiunge: “I miei, ad Andria, hanno fatto festa. Fino a quel momento ero stato un pessimo studente”. Come attore ha una sua tecnica: “Esaspero certe caratteristiche e utilizzo totalmente la bugia cinematografica. Credo di avere la capacità di deformare e manipolare la realtà, per poi arrivare a rappresentarne l’essenza”. Sono discorsi di chi pensa e riflette sul proprio mestiere, e non lo vive solo come occasione per vendere la propria immagine e limitarsi a diventare famoso per motivi somatici. Dei suoi gusti dice: “Di libri ne leggo pochi, ma gran parte del mio tempo lo passo a leggere copioni. Mi piace molto la pittura, soprattutto gli espressionisti tedeschi. Del resto sono cresciuto con una mamma pittrice, appassionata di Modigliani. E poi suono la batteria e la chitarra: più di tutto preferisco il rock degli anni ’70 e la musica italiana”.

Ora, se siete curiosi di vedere all’opera questo prodigio di attor giovane, non resta che aspettare le prossime uscite cinematografiche: Mio fratello è figlio unico, di Daniele Luchetti (film drammatico ambientato negli anni ’60/70, in una famiglia con difficoltà economiche) e Manuale d’amore 2,  “una commedia garbata, piena di cose divertenti, che racconta vicende sentimentali drammatiche, paradossali, grottesche”.

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