Indirizzo: Corso Umberto I, 456, 98030 - Giardini Naxos (ME)
Sito web:
Prezzi: €30
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Sommario

Giardini Naxos (ME) – ‘A Putia

gennaio 2006 - Il Sole 24 Ore - Domenica - Ristoranti Sicilia

Olive condite con aglio e peperoncino, frittelle di “neonata”, cozze sia in sauté sia gratinate, teneri e delicati gamberini marinati con le arance, insalata di stocco con cipolle rosse, sarde a beccafico, scelta di formaggi siciliani con marmellata di peperoncino, macco di fave con pasta, spaghetti alla Norma, pesce spada alla ghiotta, dolcetti al pistacchio. Questo più o meno l’elenco dei piatti ingurgitati in crescendo dionisiaco dall’ex ministro degli esteri tedesco Joschka Fischer, in una “putìa” (bottega) di Giardini Naxos. Era il 30 ottobre 2005, due giorni prima del suo matrimonio celebrato in Campidoglio dal sindaco Veltroni. Persa ormai la magrezza conquistata a suon di maratone verso la fine degli anni Novanta, il buon Fischer, gonfio e pasciuto come ci si immagina siano i tedeschi di mezz’età, sembrava non darsi gran pena per aver perso elezioni e ministero; e tantomeno si angustiava con diete che lo rendessero più appetibile alla giovane futura quinta moglie.
Ma torniamo alla suddetta Putia (da leggersi con accento sulla i), che è poi una salumeria ed enoteca dotata di esiguo angolo cottura, in cui il proprietario cucina per i venticinque coperti disponibili tra interno ed esterno. Il quadretto pittoresco – cibo buono e verace condito di panorama idillico – sarebbe completo se i tavoli all’aperto fossero solo fronte spiaggia e non anche fronte auto e moto che sfrecciano. Pare assurdo, ma a volte chi amministra certi luoghi di paesaggio incantato, e che perciò campano di turismo, non si rende conto della particolarità e della bellezza del sito e lo governa come fosse un sobborgo della periferia di Kiev. Così, l’encomiabile giunta comunale di Giardini Naxos ha recentemente valutato l’ipotesi di costruire una strada a monte e con ciò chiudere al traffico una delle due che attraversano per il lungo il paese. Quella lungomare o l’altra, parallela e interna? Naturalmente quella interna. I bagnanti sono destinati a continuare a sdraiarsi a mezzo metro dai gas di scarico, e i guidatori a godersi la vista a mare. Nel loro piccolo, gli avventori della Putia finiranno per sedere più volentieri all’interno del locale, affacciati sul banco dei formaggi, anziché sul lungomare.
Tuttavia, con o senza gas di scarico, quello che mangerete vi farà trascurare il paesaggio meraviglioso, l’Etna fumante sulla destra e la rocca di Taormina a sinistra, gli scogli di nera lava che emergono dall’azzurro intenso del mare. Sono parecchi i piatti che attigghiano (solleticano: vedi Trenta e due ventotto, divertente dizionario di modi di dire e aneddoti siciliani di Renata Pucci di Menischi, Sellerio). Attigghiano soprattutto le squisite, corpose e non unte, linguine al nero di seppia con mandorle di Bronte tostate. E la pasta con le sarde, il trancio di palamito condito da una salsa delicata allo zafferano, il bouquet degli antipasti.
Il prezzo di un pasto completo accompagnato da un discreto Nero d’Avola Firriato, seduti a un tavolo di dimensioni normali (nelle salumerie o latterie o enoteche non è facile che capiti), e con tovaglia di stoffa, non supera i 30 euro. Ma potrete spenderne molti di più facendo la spesa per portarvi a casa salame e lardo di suino nero dei Nebrodi (allevato allo stato semibrado, come quelli spagnoli), salame di tonno di Porto Empedocle, alcune bottiglie delle circa 350 etichette siciliane (tra cui consiglio il Pietramarina Benanti, ottimo bianco dell’Etna). E soprattutto gli squisiti formaggi siciliani: l’“Ubriaco di Nero d’Avola” stagionato nelle vinacce, il Ragusano (“è il nostro parmigiano” dice il cuoco-salumiere), il pecorino fresco con pistacchi, l’ottimo “Maiorchino di tre latti” (con le cui forme, lungo la via principale di Novara di Sicilia, si gareggia a chi le lancia più lontano).
Chissà se il “verde” Joschka Fischer, dirigendosi il giorno dopo l’epica abboffata verso l’aeroporto per raggiungere Roma e il Campidoglio, ha avuto modo di notare l’immancabile venditore di lupini appostato sulla barriera autostradale di Catania, subito dopo l’uscita di Aci Trezza. E’ un riferimento letterario, certo, ma anche ecologico: infatti indossa sempre una mascherina antigas.

‘A Putia, Via Umberto 456, Giardini Naxos (ME). Tel.: 0942 52755

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