Indirizzo: Via Muracchette 29, 25015 Desenzano del Garda (BS)
Sito web: http://www.ristorantecavallino.it
Prezzi: €70/110
Condividi:   

Sommario

Desenzano del Garda (BS) – Antica Hostaria Cavallino

ottobre 2012 - Sette - Corriere della Sera - Lombardia Ristoranti
Sapete com’è la pizza alla viennese? Una margherita con l’aggiunta di würstel e, nella variante estrema, arricchita da patate fritte. Tutto pigiato sullo stesso disco di pasta: una vera “caciara” nel piatto. Sul lago di Garda va fortissimo, come tante altre creazioni studiate sul gusto medio delle famiglie austriache, tedesche, olandesi… Ma niente paura: oggi vi consigliamo un locale di Desenzano del Garda totalmente impermeabile a compromessi riempi-ristorante, a vacue mode gastronomiche e persino a tecniche innovative. Niente cottura in barattolo o sottovuoto, niente esercitazioni virtuosistiche su contrasti e cotture, il fritto si chiama fritto e non tempura. Martino Anardu, il patron-chef dell’Antica Hostaria Cavallino (il nome non c’entra nulla col tipo di cucina praticata, è un lascito della gestione precedente) è un cagliaritano granitico: da quando, dieci anni fa, ha rilevato il Cavallino, ripete cocciutamente il suo menu, che forse all’epoca era innovativo, e oggi si potrebbe definire classico. Una cucina basata sul pesce di mare, con cotture perfette, niente sperpero di grassi, sapori netti ma delicati.

Nel menu, accanto a ogni piatto sono indicati i luoghi di provenienza del pescato. Il Cavallino è stato uno dei primi ristoranti a offrire crudo di pesce, sempre rigorosamente di stagione: qualche giorno fa consisteva in ostriche Gillardeau, carpaccio di ricciola e di spigola (sfilettati al momento), scampi e capesante dell’Adriatico, gamberi sardi, cicale del Tirreno. Prima del crudo viene servito un ricco pinzimonio, crudités da intingere in una gustosa soluzione di olio e concentrato di pomodorino sardo essiccato. Tra i primi, consiglio assolutamente i lorighittas con calamari cacciaroli, vongole veraci sgusciate, zucchinette con l’intensa e dolce bottarga di Cabras. Nei secondi, dominano crostacei alla catalana, gamberoni, aragosta, astice; ma i miei piatti preferiti sono la spigola impeccabilmente cotta in crosta di sale e la variegatissima e abbondante frittura di paranza dell’Adriatico, resa croccante e leggera dall’essere passata nella semola di grano duro anziché nella farina bianca.

Lo stile degli arredi è quello neutro ma confortevole del decoro alberghiero, i tavoli sono larghi e distanziati, le sedie comodissime, e il servizio è eccellente. In anni di frequentazione, non ho mai notato sbavature nella qualità dell’offerta e ho sempre avuto una ricevuta fiscale, senza quelle tipiche proposte di sconto che “scontano” soprattutto il pagamento delle tasse. Sono dettagli che è giusto annoverare tra i meriti di una gestione.

Indirizzo: Via Murachette, 29, 25015 - Desenzano del Garda (BS)
Sito web: http://www.ristorantecavallino.it/
Prezzi: €100
Condividi:   

Sommario

Desenzano del Garda (BS) – Antica Hostaria Cavallino

marzo 2007 - Ventiquattro - Il Sole 24 Ore - Lombardia Ristoranti

Buone notizie: esiste un ristorante di pesce assolutamente consigliabile, in una zona (Desenzano del Garda) in cui non si sa mai dove mangiare perché l’insieme dei locali è poco allettante, flagellato da mode rifluenti e rimasticate, e da menu che devono tener conto dei gusti marziani del turista nordico-tedesco. Il nome del ristorante non gli rende giustizia: Antica Hostaria Cavallino (c’è stato il periodo degli Harry’s bar – ne battezzavano uno a ogni angolo -, poi quello in cui tutto finiva in “teca”, ora ogni momento ci si trova a recensire qualcosa che si chiama Hostaria, spesso Antica). La parola “cavallino” rimanda alla tradizione locale, prettamente carnivora con qualche infiltrazione di anguille e sardine di lago. Qui però la gestione è sarda, e di carne non c’è nemmeno l’ombra, a parte un antipasto di culatello conficcato come un alieno nel menu. Menu dove, con encomiabile accuratezza, accanto all’indicazione dei singoli pesci è riportato il relativo luogo di provenienza (i gamberi, per esempio, arrivano da Villa Simius); e la medesima attenzione descrittiva è dedicata alla qualità della pasta. In attesa delle prime portate viene servito un sontuoso pinzimonio. Il pescato crudo è correttamente presentato su un letto di ghiaccio, e il carpaccio di branzino di lenza viene tagliato al momento dell’ordinazione. Squisite le tagliatelle di semola di grano Kamut impastate col nero di seppia e condite con ragù di cappone di fondale, colatura di alici e capperi di Pantelleria. Tra i secondi, a parte i classici crostacei alla catalana va provato il croccante fritto di paranza, fatto con semola di grano duro invece della consueta farina bianca.
Il locale è spazioso e occupato da appena nove tavoli, ampi e ben apparecchiati. L’arredo è all’insegna di un’eleganza un po’ anni ’70. Notevole il conto, e per due motivi: si aggira sui 100 euro, e soprattutto è il pezzo di carta più esplicativo che abbia mai visto in un ristorante. Diviso in due facciate, una per le pietanze e l’altra per la cantina, con rispettivi subtotali, riporto e somma delle somme, è scritto in bella calligrafia, e dettaglia meticolosamente ogni cosa si sia consumata. Un gran bel conto, insomma: in tutti i sensi.

Alcune immagini e testi di questo sito sono coperti da copyright e ne è proibito qualsiasi utilizzo salvo esplicito consenso scritto.