Indirizzo: 1 Rue de la Michodière, 75002 - Paris (Francia)
Sito web: http://www.restaurant-la-fontaine-gaillon.com/fr/
Prezzi: €50
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Sommario

Parigi – La Fontaine Gaillon

giugno 2004 - Ventiquattro - Il Sole 24 Ore - Estero Ristoranti

È buona norma tenersi alla larga dai ristoranti di calciatori, cantanti in disarmo, stilisti, attori che si sentano posseduti da doppia vocazione. Sono quasi sempre locali da nulla, che contano sulla popolarità del proprietario per sedurre clientela interessata più al vip watching che alla qualità del cibo e del servizio. Ma a Parigi, dove l’italiano medio – me compresa – trova che tutto sia più curato, più pulito, meglio amministrato, m’è successo di imbattermi anche nell’eccezione alla succitata regola.
Gerard Depardieu, la cui fisionomia rivela un’indubbia propensione al cibo e ai vini, e Carol Bouquet, personificazione dell’eleganza naturale, sono riusciti a creare un locale pieno di charme e dove si mangia decisamente bene – tra l’altro a prezzi contenuti. Il ristorante La Fontaine Gaillon, in una piccola piazza a poche centinaia di metri dall’Opéra, occupa i primi due piani di un palazzetto settecentesco con fontana al centro della facciata. La cucina è diretta dallo chef Laurent Audiot, di cui Depardieu era appassionato a tal punto da mettere in piedi tutta la “baracca” apposta per lui . E che baracca: non c’è dettaglio che non infligga ai frequentatori di ristoranti italiani un senso di dolorosa inadeguatezza stilistica. Gli arredi e le vettovaglie, curati maniacalmente dalla Bouquet, sono raffinatissimi. Tovaglie di fiandra fatte confezionare in Italia, bicchieri e piatti di forme classiche ed eccellente fattura acquistati in Toscana. E poi otto tra sale, salette e stanze per cene private, arredate ciascuna all’insegna di uno stile differente, con l’unico comune denominatore di trasmettere all’ospite un’atmosfera calda, elegante e personale. C’è la stanza in stile budoir per le cene da dodici, quella con stampe giapponesi per le cene da quattro, il salottino in stile fumoir per le cene da sei. Il menu è piuttosto essenziale, ma adeguato ai prezzi di un ristorante italiano medio: una saporitissima mousse di aragosta e avocado, un imperdibile Merlan Colbert (la specialità della casa: un merluzzo con testa e coda, aperto a libro, impanato e fritto), un dessert di crème brûlée, e tre bicchieri di champagne vi costeranno circa 50 euro. Il servizio è di rara gentilezza e sollecitudine, ormai perfettamente rodato a un anno dall’apertura. Niente note stridenti, quindi. Anche se, a voler fare i pignoli, la presenza nel menu dell’immancabile bistecca di tonno induce a meste considerazioni sulla globalizzazione delle mode culinarie.

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