Indirizzo: Via Umberto 456, Giardini Naxos (ME)
Sito web: www.aputia.info
Prezzi: €30/35
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Sommario

Giardini Naxos (ME) – Osteria A’ Putìa

settembre 2012 - Sette - Corriere della Sera - Ristoranti Sicilia

Quando faccio il mio lavoro, che è scrivere, rimpiango di non avere un tavolo abbastanza grande. Lo spazio per fogli, quaderni, libri non basta mai. Ne sogno uno lunghissimo, da 30 posti, come quello visto anni fa da un notaio. Chissà quale cucina sogna invece Salvatore Augello, quando lavora nell’angoletto di un metro per due del suo ristorante ‘A Putia. Lui e una collaboratrice, stretti nell’impresa titanica di preparare per una quarantina di coperti, di fronte al lungomare di Giardini Naxos. E nella cucinetta ha trovato spazio persino un abbattitore, dato che in nessun locale italiano pare si possa più prescindere dall’offerta di pesce crudo (credo che dopo la pizza sia ormai il piatto più richiesto dell’intera penisola, persino in Alto Adige).

‘A Putìa (significa “bottega”) è un’enoteca con cucina. Un tempo era anche un alimentari, ma ora i cibi cotti hanno preso il sopravvento e la vendita di salumi, formaggi e conserve è perlopiù riservata a chi vuole acquistare i prodotti che ha appena gustato al tavolo: ricotte infornate, caprino di capra girgentana in foglia di fico, “tuma persa” palermitana, “ubriaco di nero d’Avola” stagionato nelle vinacce. E i salumi di suino nero dei Nebrodi, allevato semibrado, come quelli spagnoli, con l’ottimo il pane di Castelmola, cotto in forno a legna.

Ci sono poi i piatti cucinati, gustosi, veraci, non grevi e non unti, di cui vorrete chiedere la ricetta per replicarli a casa: macco (puré di fave) con gamberi di nassa e finocchietto selvatico, parmigiana di melanzane, caponata, sarde a beccafico. Tra i primi: busiate (una pasta fresca trapanese) con pesto di agrumi (trito di menta, basilico, prezzemolo, capperi di Pantelleria e pistacchio di Bronte); linguine al nero di seppia con mandorle tostate e ricotta salata. E ancora: pescespada alla ghiotta con pomodoro capperi olive e sedano; spezzatino di calamaro in padella su letto di cuscus; involtini di spatola in crosta di pistacchio e mollica; baccalà in insalata con capperi, pomodorini, uvetta, pinoli e polpa d’aranci.

L’unica nota sgradevole va addebitata non al cuoco-patron ma alla giunta di Giardini Naxos: possibile che un lungomare con una bella spiaggia di scogli di lava nera che scintillano nel mare blu (a sinistra la rocca di Taormina, a destra la massa dell’Etna fumante) sia percorso instancabilmente, rumorosamente, mefiticamente da una fila di auto, camioncini, moto? Non si potrebbe consegnare a Giardini Naxos un lungomare pedonale, per valorizzare il suo patrimonio, che è proprio quello di un panorama che sarebbe idillico se non fosse trattato da bretella tangenziale?

Per tre portate si spendono 30/35 euro.

 

 

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