get link Indirizzo: Via Camillo Benso Conte di Cavour, 7, 07041 - Alghero (SS)
payday loan no matching service Sito web: http://www.osteriamacchiavello.it/
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Sommario

Alghero (SS) – Osteria Macchiavello e Ristorante Andreini

maggio 2006 - Il Sole 24 Ore - Domenica - Ristoranti Sardegna
 “Il menu è piuttosto ampio e articolato in pietanze di mare e di terra, che incontrano i gusti dei tradizionalisti convinti così come quelli dei turisti”. Ancora: “Per quanto riguarda i primi si può propendere per la freschezza di sughi che abbinano il pesce alle verdure o optare per i più forti sapori terragni”. Le citazioni sono tratte dalla guida Osterie d’Italia di un anno fa (dunque una guida “vecchia”), e parlano dell’Osteria Macchiavello di Alghero, unico locale menzionato della città. Mi informo: la gestione del locale, dai tempi della segnalazione, è rimasta la stessa, così come i piatti proposti
Che parlino di cibo o di letteratura, le recensioni si potrebbe standardizzarle. Perlomeno quelle inattendibili. Prendiamo il caso in questione: il menu di mare e di terra che piace a tradizionalisti e turisti, è l’equivalente di certe recensioni reticenti, che cercano di compiacere l’autore di un libro con la vaghezza delle definizioni (tutto e il contrario di tutto), e però descrivono anche l’incertezza – o la vigliaccheria – del recensore: “Una narrazione esaustiva e però veloce, in questo piccolo grande libro surreale e al tempo stesso realistico…”; “Una scrittura densa ma rarefatta in un romanzo che narra il passato, un passato che a ben vedere rimanda al nostro presente”.
Trovandomi per l’arco di due pasti ad Alghero, ho scelto, ad ora di pranzo, il locale segnalato da Osterie d’Italia. La lettura del menu è stata sconfortante. Carpaccio di manzo con rucola e parmigiano, calamari “Alguer mia”*, agliata di pesce*, calamari al mirto*, risotto alla pescatora* o agli scampi e porcini*, gnocchi di patate ai 4 formaggi, filetto di manzo in salsa (al gorgonzola o al radicchio o ai funghi), zuppa di calamari e gamberi*, pesce fresco d’acquacoltura alla griglia all’etto, fritto misto all’etto*. Con un simile menu, tempestato dagli asterischi dei prodotti congelati e con piatti da pizzeria napoletana di Vipiteno, vien voglia di scappare e rivolgersi altrove. Ma era tardi (“la cucina sta chiudendo”), e ho finito per scegliere slalomando tra i trabocchetti. In questi casi si punta su qualcosa di semplice, con cui si suppone sia meno facile sbagliare. La zuppa di cozze e vongole che ho scelto è stata una delle peggiori della mia vita: scaldate e rinsecchite le cozze, con un retrogusto di fango le vongole veraci, il tutto immerso in un sugo rosso concentrato e incandescente e coperto da un doppio strato di prezzemolo battuto. Le verdure alla griglia erano incistate di aglio e prezzemolo così fitti da risultare inamovibili. Il filetto di manzo unto e amarognolo, probabilmente perché cotto su una piastra incrostata di olio bruciato. Conto sui 45 euro, con una bottiglia di Monte Oro Sella & Mosca.
Mi chiedo quale sia stata la preoccupazione dei curatori della guida: lasciare scoperta una località? Non aver nulla da segnalare ad Alghero? Be’, se proprio bisogna mangiar male si preferirebbe farlo non “guidati”.
La sera tocca invece a uno dei due ristoranti segnalati dal Gambero Rosso: Andreini, sempre nel centro storico di Alghero. E questa volta le indicazioni, meno intrise di vaghezza, corrispondono alla verità. Il locale è ben arredato e di stile personale, a parte l’indulgere a qualche fastidiosa moda tipo la mancanza di tovaglia (con tavoli di legno nero che sembrano plateau per la raccolta di impronta digitali), la forma spigolosa a mattonella dei piatti, e la flebilità delle luci che fa risaltare il naso arrossato dal sole – e magari dal vino – degli avventori. La mia bottiglia di vermentino Tuvades veniva tenuta in fresco chissà dove, assieme a quelle di altri tavoli: seccante non poterla avere a portata di mano, dato anche il servizio non sempre sollecito. Ma tutto il resto fila liscio, e si assaggiano piatti squisiti: il carpaccio di gamberi con verdure croccanti tartufate, la passata di cannellini e polipo, la millefoglie con sardine abbrustolite, i rigatoni Latini con gamberi verdure croccanti e pistacchi, il fritto di pesce impeccabile e fantasioso, per terminare con una sfogliatina calda di bottarga, pomodori e crema-gelato di pecorino. Non mancano, ovviamente, i piatti di carne, con gli immancabili agnello, cinghiale, e “porcetto” (parola un po’ ridicola, come tutte le italianizzazioni di termini dialettali), che però non ho assaggiato, e di cui quindi non posso darvi conto. Conto di 66 euro, ben spesi. Indimenticabile la cameriera che fa la spola tra i tavoli e il famigerato cestellone che tiene nel ghiaccio le bottiglie della sala. Veloce e fluida come pattinasse, sottilissima, e con una coda di cavallo che curiosamente sta orizzontale: più che un essere reale pare una figurina disegnata in fuga.
Osteria Macchiavello, via Cavour 7, Alghero. Tel. 079 980628

Ristorante Andreini, via Ardoino 45, Alghero. Tel. 079 982098

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