Indirizzo: Calle della Regina (Rialto) 2262, Venezia
Sito web:
Prezzi: 40/60€
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Sommario

Venezia – Vecio Fritolin

agosto 2012 - Sette - Corriere della Sera - Ristoranti Veneto
“Mio caro, niente di quello che ho sentito di Venezia può evocare la sua magnifica e stupenda realtà. Le immagini più fantastiche delle Mille e una notte non sono nulla in confronto a Piazza San Marco e all’impressione che si prova una volta entrati nella chiesa. La reale magnificenza di Venezia va oltre la più stravagante fantasia di un sognatore. L’oppio non riuscirebbe a creare il sogno di un luogo simile, e nessuna suggestione potrebbe creare le sembianze altrettanto incantevoli. Tutto quello che avevo sentito, letto o fantasticato su Venezia è lontano mille miglia. Sai che quando le aspettative sono alte tendo restare deluso, ma Venezia è superlativa, è oltre, è al di fuori dell’immaginazione umana. Non è mai stata considerata a sufficienza. Solo a vederla piangeresti”. È una lettera di Charles Dickens, scritta da Venezia il 12 novembre 1844.

Lo scrittore, già celebre e ricco, viaggiava con cuoco e camerieri al seguito, e certamente non aveva bisogno di andare per bacari, fritolini, ristoranti. Ma noi sì. Non mancano mai motivi per visitare Venezia – in questi giorni potrebbero essere la Biennale Architettura e la nuova mostra della Fondazione Prada – ma tra tanti stimoli dell’intelletto, di solito non ne abbiamo di gastronomici. Orde turistiche e qualità dell’offerta culinaria difficilmente vanno a braccetto. Un’eccezione, a due passi da Rialto (e da qualsivoglia museo, fondazione, chiesa), è il Vecio Fritolin, che nell’aspetto è un’osteria, nei fatti un ristorante di qualità. Anziché eseguire col pilota automatico le ricette della tradizione, la patronessa Irina Freguglia e lo chef Daniele Zennaro dedicano il loro estro alle materie prime, alle nuove tecniche, alla stagionalità degli ingredienti. Pane e grissini sono fatti in casa, così come la pasta con trafila di bronzo; il pesce alla griglia è cotto sulla brace e non su una plancia untuosa, come ormai si fa quasi ovunque; le moeche, quand’è stagione (autunno e primavera), non mancano e sono fritte divinamente. Al Vecio Fritolin trovate il miglior baccalà, gli gnocchi di patate, i canestrelli e le seppioline con quadrotti di polenta bianca abbrustoliti, e una squisita misticanza di insalate, erbe e fiori dell’isola delle Vignole.

Della tradizione ormai secolare di friggitoria, resta la possibilità di entrare e portarsi via il fritto da passeggio, cioè lo scartosso di pesce, verdura e polenta.

Il Vecio Fritolin è molto frequentato da artisti, e proprio così l’ha scoperto François Pinault, che, innamoratosene, gli ha affidato l’apertura delle caffetterie di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana. Il menu, non serializzato ma ispirato alla stagione, cambia ogni mese.

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