Indirizzo: Corso Zanardelli, 150, 25083 - Gardone Riviera BS
Sito web: http://www.villafiordaliso.it/lagodigarda/ristorante.html
Prezzi: €120
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Sommario

Gardone Riviera (BS) – Villa Fioradaliso

luglio 2004 - Ventiquattro - Il Sole 24 Ore - Lombardia Ristoranti

“Il matto” teneva il suo Mas 96 ancorato lì davanti. “Quella là” ci aveva abitato, sorvegliata dalla Gestapo e detestata da tutti gli abitanti del lago di Garda.
Parliamo di Villa Fiordaliso a Gardone, residenza di Claretta Petacci durante la breve stagione della Repubblica di Salò. Poche centinaia di metri più sopra, il Vittoriale di Gabriele D’Annunzio (“il matto”), con lo scenografico teatro all’aperto, lo Schifamondo e la nave Puglia nel giardino. Ogni giorno, addobbata in vestaglie piumate, Claretta riceveva la visita del Duce. Nel frattempo la situazione precipitava: gli abitanti vivevano nella paura dei bombardamenti e temevano di finire nelle mani dei tedeschi, graditi come turisti ma sgraditissimi come occupanti.
Un giorno Donna Rachele (che abitava in una delle case requisite ai Feltrinelli, a Gargnano), riuscì a corrompere qualcuno della sorveglianza, scavalcò la recinzione della villa e, incontrata la Petacci, la riempì di botte. La popolazione ne parlò per mesi: i pettegolezzi e il tifo pro Rachele erano l’unica distrazione di chi si trovava a convivere con gerarchi da operetta, giovani repubblichini scalmanati, minacciosi SS.
Oggi il Vittoriale è un visitatissimo museo, la villa dei Feltrinelli è un albergo cinque stelle con prezzi tendenti al sei, Villa Fiordaliso è un Relais & Chateaux con sette camere e un ristorante che gode di ottima fama. In passato mi era capitato di andarci un paio di volte per matrimoni di amici che, organizzato lì il ricevimento, si erano guardati bene dallo scegliere il pacchetto completo: oltre al rinfresco è possibile consumare la notte più bella della vita nella camera da letto di Claretta. “Figurati, e poi dove divorzio, a Dongo?” è la battuta che viene spontanea ai nubendi con un minimo di nozioni storiche.
Villa Fiordaliso è un edificio liberty a tre piani, il cui interno venne progettato negli anni Trenta nello stile del ‘500 toscano: il risultato dà una sensazione di cupezza decadente perfettamente intonata alle svenevolezze della Petacci e al parallelo rimbecillimento del Duce. Il giardino è una lingua stretta tra il lago e la statale gardesana, con una porzione sacrificata al parcheggio. D’estate si mangia all’aperto e gli ospiti sono radunati al riparo di un grande gazebo tendato; una sorta di piazza d’armi che dà una sensazione di provvisorietà da accampamento beduino o, volgendosi a tempi più recenti, da festa privata con servizio di catering. Sebbene queste tende siano progettate con eleganza, non hanno l’ariosità degli ombrelloni e creano inevitabilmente una cappa di calore. La struttura è bassa e opprimente, e occupa tutto lo spazio dall’ingresso della villa al bordo del lago. Chi è seduto lì sotto, delle piante secolari vede solo una piccola porzione di tronco, del lago un riquadro di specchio scuro, del cielo stellato e della villa un bel niente. E i camerieri, per uno strano gioco delle proporzioni, paiono giganti che volteggino tra i tavoli. Ai lati del tendone ci sono drappi e cerniere: si suppone che nelle giornate di vento e pioggia i clienti vengano sigillati lì dentro come fossero in un Tupperware.
In un simile contesto di giardino e architettura che più liberty non si può, ad accrescere la sensazione di straniamento dovuta al tendone si aggiunge un sottofondo musicale gregorian-indian-arabian-new age: quel genere di lagne e nenie che, accoppiate a vaporizzatori di fumi aromatici, sono in voga nei centri estetici. E’ musica che dovrebbe rilassare, ma a molti dà pesantemente sui nervi. Il Maestro Giancarlo Menotti sostiene di essere andato a vivere in Scozia alla ricerca del silenzio, perché chi ama la musica ne detesta il consumo passivo e dozzinale impartito oggigiorno per coprire horror vacui e altre sindromi esistenziali: occorrerebbe una moratoria, specie nei ristoranti.
Sotto il tendone l’illuminazione a base di candeline è fioca, e, poichè il menu è scritto in caratteri corsivi con svolazzi, c’è chi apre il cellulare per illuminarlo meglio.
I piatti proposti sono di terra, mare e lago. Facendo parte di un tavolo di sei persone, ho potuto assaggiare un po’ di tutto. Il virtuosismo della spuma di lievito di birra, l’onnipresente tonno con succo di peperone dolce, i ravioli al formaggio Bagòss, il risotto con scampo (ce n’era uno solo e non eccelso), l’immancabile petto di piccione, la costoletta di vitella piemontese (un po’ dura e fibrosa), un dolce di ricotta di bufala, mirtilli e cioccolato. Fino ad arrivare all’unica cosa che riordinerei immediatamente, cioè un “gelato al fiordilatte di latte crudo mantecato al momento”: un’esperienza indimenticabile, il primo gelato della mia vita che profumasse di mucca e di prati alpini. Viene preparato estemporaneamente, con latte di giornata munto a mano.
Chi sono i clienti? Nostalgici già passati da Predappio? Generali nazisti sopravvissuti con gamba di legno e monocolo? No: perlopiù sono sì stranieri, ma dal tipico aspetto del conservatore anglosassone. Mancava, ad agosto, lo zoccolo duro di cardiopatici e persone a dieta in fuga dalle contigue cliniche di riabilitazione e beauty farm; e mancavano anche i ricchi bresciani, che per le vacanze vere e proprie si radunano a Porto Rotondo, Forte dei Marmi, Madonna di Campiglio.
A noi è capitata una serata divertentissima, in pura atmosfera vanziniana: un abile maschio italico è riuscito a traslocare nell’arco di un piatto dal suo tavolo solitario a quello di due belle ragazze tedesche, intrattenendole a colpi di “White sand music all the night”, “Do you like naturalist beach?” e persino “I like to fall in love”. Il tutto senza pagar dazio, vale a dire che a fine pasto s’è occupato solo del proprio conto. E si capisce: con consumi morigerati di discreti vini locali, si spendono non meno di 120 euro a testa.

Villa Fiordaliso, corso Zanardelli 132, Gardone Riviera (Brescia). Tel. 0365 20158

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