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Sommario

Le TRIBU’ della SPAZZATURA – E tu come differenzi?

novembre 2016 - Corriere della Sera - IO DONNA - Storie

La suddivisione della spazzatura è diventata un tema ineludibile della nostra contemporaneità. È una scienza familiare in evoluzione, è la madre di tutti gli scontri tra coinquilini, la nuova palestra dei saccenti, il banco di prova del diritto di cittadinanza. Se un tempo si litigava su chi e come aveva caricato la lavastoviglie, oggi ci si accusa reciprocamente di aver deposto rifiuti nel contenitore sbagliato. Nella casa contemporanea, la stanza dell’immondizia ha scalzato la camera degli ospiti. Chi può permettersi un locale in più non lo destina a eventuali amici in visita (“Che vadano in un Airbnb”), ma al posto del divano letto installa i bidoni del riciclo, magari firmati da un designer: carta, vetro, metallo, plastica, indifferenziata, oltre all’immancabile umido. Il benessere abitativo ormai si misura dal possesso della cameretta delle pattumiere. Sono sei e, in caso di balcone con piante, sette (quello per sfalci, potature, cassette di legno). Senza contare i contenitori per rifiuti da accumulare in attesa di portarli nei luoghi deputati: uno per batterie usate, uno per medicine scadute, uno per neon esausti e piccoli elettrodomestici da buttare.

Per orientarvi nel mondo dei rifiuti, ecco dunque un quadro aggiornato delle principali tribù della spazzatura. Voi, a quale appartenete?

Complottisti contro virtuosi

Il complottista, oltre a credere che le Twin Towers siano state abbattute dagli ebrei e che i vaccini servano alle case farmaceutiche per diffondere l’autismo, è convinto che la raccolta differenziata sia una truffa ordita dalle municipalizzate. “Ci fanno lavorare per separare i rifiuti, e poi guadagnano vendendoli per il riciclo. Anziché pagare la TARI, dovrebbero pagarci!”. Altri sono sicuri che i bidoni della differenziata vengano poi rimischiati nel camion della raccolta: “Ma come non lo sai?”. I virtuosi, invece, sono i nuovi saccenti: si orientano con disinvoltura nella selva dei misteriosi simboli del riciclo, di solito stampati in angoli segreti dei contenitori; distinguono a colpo d’occhio i materiali riciclabili; hanno sul telefono la app che risolve i dubbi del momento, tipo “Dove vanno i gusci delle cozze?”. Il virtuoso stacca la finestrella di plastica dalle buste commerciali, prima di deporla nel contenitore della carta.

Esteti contro artistoidi

L’esteta della spazzatura si infiamma per il design delle nuove multi-pattumiere, che gli procurano vertigini di piacere estetico sommato alla gratificazione etico-ecologica. Cambia compulsivamente i contenitori, sostituendoli con quelli del designer del momento, dal “look futuristico” a piramide, a matrioska, a farfalla, in acciaio spazzolato antimacchia o in polipropilene riciclato, con filtro rimovibile contro gli odori e addirittura con sensore di apertura automatica. L’artistoide, invece, è un creativo della spazzatura. Il suo mito è El Anatsui, il quotatissimo artista ghanese che crea arazzi fatti di tappi a corona. Cercando di emularlo, si dedica all’upcycling, e plasma sculture di bottiglie di plastica, installazioni di cartoni delle uova, presepi con ghiere di tappi del prosecco.

Glob trotter contro catastrofisti

Il glob trotter della spazzatura conosce la terminologia del riciclo in tutte le lingue ed è esperto delle modalità di separazione dei principali Paesi (civili), oltre che delle infinite varianti comunali italiane. È, di fatto, un geografo della differenziata. Il catastrofista invece è angosciato dal Pacific Trash Vortex, l’enorme accumulo di spazzatura galleggiante al centro del Pacifico, grande due volte gli Stati Uniti, e di notte non dorme, allarmato dall’isola di rifiuti che si sta formando nel Mediterraneo. È sicuro che in pochi anni nei mari ci saranno più bottiglie di plastica che pesci.

Svampiti contro ossessivi

Gli svampiti sbagliano sempre, perché sono al telefono, perché stanno chattando, perché sfogliano Instagram, perché si sono appena svegliati. Non c’è verso di ricordargli che le bottiglie di plastica vanno schiacciate, che la carta unta non va nella carta, che i mozziconi di sigaretta non si buttano nell’umido.

Gli ossessivi, i loro principali nemici, a casa propria sono abilissimi nell’individuare i colpevoli di cattivo riciclo, tramite l’esame dei rifiuti individuati nel bidone sbagliato. Quando vanno a casa d’altri trovano sempre modo di insinuarsi accanto alle pattumiere, dare un’occhiata furtiva e individuarvi spazzatura difforme. Criticano gli acquisti altrui, quando non vengono fatti usando ricariche eco friendly. Lavano coscienziosamente ogni bottiglia e contenitore di plastica da residui di liquidi e cibo, prima di buttarli nella spazzatura.

 

 

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