Condividi:   

Sommario

C’è una cattedrale nella grotta. I villaggi rupestri delle Murge

marzo 2013 - Io Donna - Corriere della Sera - Storie

“L’altopiano delle Murge è la nostra Cappadocia. Scavati nelle rocce calcaree vi si nascondono interi villaggi rupestri”. A parlarne con entusiasmo è Marisa Melpignano, proprietaria della famosa Masseria San Domenico di Savelletri di Fasano, albergo con campo da golf che alla fine degli anni ’90 ha dato il via alla rifondazione del turismo pugliese. Nel 2001, quando Marisa stava per festeggiare i 25 anni di matrimonio, il marito le chiese che regalo desiderasse: “Una fondazione che si occupi di salvare e valorizzare i villaggi rupestri pugliesi”. Detto, fatto. La Fondazione San Domenico, una onlus guidata da un prestigioso scientifico, si è da allora impegnata a promuovere lo studio, il recupero e la tutela degli insediamenti rupestri del territorio di Fasano e Monopoli.

La ” nostra Cappadocia” si nasconde nelle lame delle Murge sudorientali, solchi erosivi poco profondi in cui scorre l’acqua piovana che fluisce verso il mare. In epoca medioevale, nelle lame vennero scavate e modellate abitazioni, cripte, basiliche, magazzini, stalle. Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente le grotte diventarono rifugio di eremiti e di monaci di rito greco. L’incontro con le comunità locali produsse forme costruttive che imitavano nelle cavità il modulo abitativo dei trulli, mentre le grotte dedicate al culto replicavano l’articolazione interna delle chiese bizantine. Nei secoli successivi, molti insediamenti della civiltà rupestre, per essere adattati a nuovi usi, furono intonacati con uno strato di calce. Solo di recente, man mano che le grotte venivano abbandonate da chi le occupava come depositi agricoli, si è potuto procedere a restaurare le pitture originarie, con i caratteristici motivi greco-latini.

In particolare, la zona tra Fasano e Monopoli è ricca di lame e di insediamenti rupestri, quelli che quasi trent’anni fa sono diventati la “magnifica ossessione” di Marisa Melpignano. Abitando tra Roma e Londra, quando tornava in Puglia per le vacanze estive portava con sé gli amici: “Fiera della Puglia, li scortavo a visitare le bellezze della regione: a Castel del Monte sulle tracce di Federico II, a Lecce per godere del barocco, e in giro per scarpate, nelle lame dove l’altopiano delle Murge scivola verso il mare. Un anno, era con noi l’artista Mimmo Paladino che, stupito dall’importanza dei dipinti rupestri, mi ha spinto a prendermi carico del loro recupero e della salvaguardia degli insediamenti. A quei tempi le grotte erano ancora di proprietà privata. Su impulso della Fondazione San Domenico il comune di Fasano le ha acquistate. Paradossalmente è stata proprio la patina delle intonacature, unita al microclima, a preservare dalle spoliazioni e dall’usura quegli affreschi che ora, man mano, vengono riportati alla luce. Siamo passati dalla logica dell’uso spicciolo a quella della valorizzazione culturale e turistica della civiltà rupestre, e la Fondazione si occupa di riportare allo stato originario la magia degli ambienti e di proteggerli. Mancano fondi pubblici e così abbiamo deciso di occuparcene noi”.

In questi anni, la Fondazione ha provveduto al restauro della chiesa rupestre di Lama D’Antico (una vera e propria cattedrale bizantina), di San Giovanni, di San Lorenzo, e dei vivaci dipinti che campeggiano sulle pareti di roccia, testimoniando la devozione popolare per Cristo e per i Santi. Nel Parco Rupestre Lama d’Antico, la Fondazione ha organizzato un centro di accoglienza turistica, con ragazzi che accompagnano i visitatori in tour guidati nelle lame tra olivi e lentischi, alla scoperta di queste straordinarie testimonianze di vita medievale. “Il problema principale è naturalmente quello di recuperare fondi. Agli amici e ai clienti dei miei alberghi chiedo di destinare il loro 8 per mille al restauro; ma è difficile convincerli, perché gli italiani preferiscono donare ai bambini piuttosto che alla cultura, forse perché ci si illude che del patrimonio artistico si occupi lo Stato”. Le tasse molto alte, il costo del personale fanno sì che gli alberghi italiani, da quelli di lusso ai B&B, non riescano a essere competitivi con le tariffe di altri Paesi: “Nel campo del ‘turismo capra’, quello delle vacanze dove si sta distesi al sole pensando a cosa ci sarà da mangiare al buffet, l’Italia e la Puglia non possono essere vincenti. Per questo dobbiamo difendere le nostre peculiarità culturali; vogliamo puntare su di un turismo colto, di persone interessate alle nostre peculiarità culturali”.

 

sito della Fondazione: www.fondazionesandomenico.com

per prenotare gite tra le lame: www.lamadantico.it 

Alcune immagini e testi di questo sito sono coperti da copyright e ne è proibito qualsiasi utilizzo salvo esplicito consenso scritto.