Li abbiamo ammirati: tra gli scatti presi dalla navicella Orion, quelli del lato nascosto della luna sono i più conturbanti. La superficie increspata e gibbosa, sfumata sulle tonalità del grigio e del nero, è la rappresentazione visiva del principale schema narrativo della letteratura e in generale dell’arte. Le cose non sono quello che sembrano, e il compito dell’artista è mostrare l’altro lato della medaglia, come del resto ha più volte affermato la grande poetessa premio Nobel Wislava Szymborska. Il “dietro” è da sempre la cosa che più intriga l’uomo: il retroscena, il backstage, il retropensiero, il lato oscuro, il contrario. Tutto quello che è enigmatico e non possiamo controllare facilmente, avverso e nascosto alla luce diretta e allo sguardo collettivo, accende la nostra curiosità. Così pure nei caratteri: il tipo solare, con i denti bianchissimi che mandano bagliori mentre sorride, va bene per la pubblicità dei biscotti e della pastasciutta, ma è solo il lunatico ad affascinarci, quello che ha un carattere oscuro e accidentato come il lato nascosto della luna. Dal paladino Orlando protagonista del poema di Ludovico Ariosto, furioso, irragionevole, uno che ha perso il senno e Astolfo va a cercarglielo sulla luna, passando per il signor Hyde che Robert Louis Stevenson dota di un nemico interiore, di un dark side rappresentato dal dottor Jeckyll, fino alla Anne Wilkes descritta da Stephen King in Misery, la letteratura e il cinema sono pieni di personaggi inquietanti che non mostrano il proprio lato nascosto, perfido o squilibrato che sia, comunque pericoloso. La donna lunatica poi, con le sue tristezze, i suoi dolori, il suo mistero è il colmo della seduttività. Basti pensare a Monna Lisa, moglie di Francesco del Giocondo, ritratta da Leonardo con uno sguardo lunare, enigmatico e magnetico, forse ironico (si starà prendendo gioco di noi, di nascosto?). A proposito di sguardi oscuri, misteriosi, molti di voi avranno visto la commedia nera di Ruben Östlund, Triangle of sadness. Il tema portante di questo film satirico è la disparità di classe e, in una scena iniziale, i selezionatori di un casting di moda spiegano quale postura debba adottare chi sfila. L’espressione felice è corriva, intimano ai modelli, serve tuttalpiù a vendere capi di fast fashion, roba economica ben lontana dal lusso. Piuttosto, chi sfila deve mostrare un aspetto distante, al limite del truce, evitare assolutamente di increspare le labbra in un accenno di sorriso, deve apparire distante, superiore, impenetrabile. Lo sguardo inespressivo va sommato al triangolo della tristezza, definizione in uso nella chirurgia plastica: indica le rughe d’espressione verticali che si delineano tra le sopracciglia. Ed ecco il mistero: cosa si nasconde dietro quella ruga dei guai, dietro quelle labbra stirate? Il sorriso solare dimostra accessibilità, e dunque abiti alla portata di tutti, mentre l’espressione imbronciata e altera è invece simbolica di una distanza siderale, di un’irraggiungibilità che nella moda viene accostata al lusso, e nell’arte e nella letteratura invece al mistero, alla fiction, al colpo di scena.
Nulla è quello che sembra. Del resto, lo diceva anche quel grande creatore di aforismi che è stato lo scrittore americano Mark Twain: “Ognuno di noi è una luna: ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro”. Spesso nemmeno a sé stesso, potremmo aggiungere. La luna che orbita intorno a noi priva di luce propria ci mostra sempre la stessa faccia, ma il retro sarà uguale al fronte? Sinché non è stato fotografato e svelato da Orion, la facciata della luna poteva essere correlata a un personaggio estremamente costruito, che non rivela mai chi sia in realtà. Io ne conosco di persone così, sono spesso molto intelligenti, e a forza di nascondere quello che davvero pensano mi sono convinta che nemmeno lo sappiano più bene. Sono i dissimulatori. Anche il dark side della luna, fino a quando i quattro astronauti della missione Artemis non l’hanno visto da vicino con i propri occhi, primi al mondo a provare questa esperienza, era stato fotografato o intravisto da lontano, ma mai con questa precisione di dettagli. I simpatici creator di Lo statale jonico, dedicato a sfottere i calabresi e i loro luoghi comuni, hanno subito pubblicato su Instagram l’immagine della superficie lunare con questo commento: “Sembra una qualsiasi strada provinciale calabrese”, alludendo al suolo così pieno di crateri che sembra crivellato dai colpi di un gigantesco mitragliatore.
Rosalía, la superlativa star catalana della canzone, nel suo fondere ritmi urban pop a temi della cultura del flamenco, ha fatto ampio ricorso al mistero della luna. La luna è simbolo, è rappresentazione concettuale della necessità di una sospensione, e in Que no salga la luna Rosalía mette in scena i compromessi di una passione amorosa che diventa opprimente, segnata dalla gelosia, con un’invocazione alla luna: che non salga, che non illumini la scena con la sua luce riflessa, e dunque non sia testimone indesiderata di questo lato oscuro dei sentimenti. Il mese scorso, la sua performance al Forum di Assago si è interrotta dopo una sola ora, a metà spettacolo. La cantante ha detto di essere stata colpita da un’intossicazione alimentare, e gli oltre 11mila fan se ne sono dovuti andare, forse per un maleficio dovuto al dark side of the moon.
Il lato oscuro della luna è dunque dentro ognuno di noi, appartiene al nostro essere, alla composizione che mettiamo in scena, sempre nascondendo qualcosa. Di tanto in tanto, qualcuno crede di vedere in noi cose nascoste che non ci sono, o che non siamo in grado di scorgere per via di un eccesso di vicinanza con la nostra personalità. E tornando alle immagini oscure dell’unico satellite naturale della Terra, il Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa, una sonda che da 15 anni mappa la luna in 3D, ha ripreso il mese scorso un puntolino sfrecciante, che poi si è scoperto essere un’altra sonda, però del Korea Aerospace Research Institute. Prima che l’oggetto misterioso venisse identificato, si sono scatenate le illazioni e centinaia di migliaia di post sul web sono stati dedicati al presunto UFO. Ancora una volta il lato oscuro della luna ha infuocato la passione di noi umani per il mistero, qualunque esso sia. È proprio l’oscurità il principale nutrimento dell’immaginazione umana.

